VEDIAMO LO SCHEMA del consumo medio di acqua potabile in una abitazione

DOCCIA IGENE POERSONALE    –> 30 %

SCARICO WC                                   –>  29 %

ALIMENTARE (CICINA)                  –>  13 %

LAVATRICE                                       –>  12 %

LAVASTOVIGLIE                              –>   6 %

LAVAGGIO AUTO                            –>   3 %

 IRRIGAZIONE  GIARDINO           –>   7 %

                                                        

Questi ultimi tre valori risentono non solo  di quanto consumano effettivamente ma anche dal fatto che non sono presenti in tutte le famiglie italiane. Si vede quindi che l’acqua di scarico della doccia e dei pezzi del bagno copre da sola la necessità di acqua per lo scarico del WC .

Nel nostro brevetto noi ipotizziamo di ristrutturare il bagno e non tutta la casa, quindi abbiamo a disposizione per alimentare il WC  del 30 % degli scarichi acque grigie del bagno ed eventualmente degli scarichi della lavatrice.

Altri hanno pensato al recupero di acque grigie in serbatoi con una pompa per inviarle alle condutture di scarico: l’dea è buona a metà,   il consumo del WC resta uguale. Tale soluzione serve solo per realizzare impianti in cui non ci sono le pendenze necessarie per le tubazioni di scarico, come il famoso trita cacca<./p>

Ma il punto vincente del nostro brevetto è, non solo il risparmio  del 29 % del consumo di acqua, ma che , necessariamente per alimentare il WC,   le acque grigie di uscita della doccia e dai pezzi del bagno VENGONO TRATTATE  con eliminazione dei residui saponosi e organici ,  come un piccolo depuratore,  e nelle tubazioni comunali di scarico delle acque nere facciamo arrivare solo rifiuti del WC e non rifiuti inquinanti , mentre si riduce del 50 % l’invio ai fiumi o al mare dei residui saponosi inquinanti che attualmente giungono ai fiumi o al mare o comunque, se ci sono, ai depuratori comunali, con elevata possibilità di disperdersi nel terrno.

Il nostro sistema di filtrazione prevede l’accumulo dei residui saponosi e organici, allo stato solido o semisolido,  in piccoli canestri asportabili che vengono inviati alla raccolta differenziata del ciclo cittadino della  nettezza urbana,  quindi fuori dal terreni, fuori dai fiumi e dal mare.